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La Valutazione Neuropsicologica

La Valutazione Neuropsicologica

La valutazione neuropsicologica è una consulenza specialistica per l’analisi dello sviluppo delle funzioni cognitive in condizioni normali, di ritardo e in particolari patologie evolutive e/o acquisite. Consente di descrivere in modo specifico il profilo cognitivo del bambino/a o del ragazzo/a all’interno di una categoria diagnostica più generale (ad esempio nel caso del Disturbo generalizzato dello sviluppo, dell’Epilessia, del Disturbo specifico di Apprendimento e dell’ADHD).

Mediante test standardizzati vengono indagate le seguenti funzioni :
livello intellettivo
linguaggio
memoria
abilità visuo-spaziali e prassico-costruttive
organizzazione prassica
attenzione
abilità esecutive e di problem solving
abilità scolastiche strumentali (lettura, calcolo, scrittura)

Strumenti: gli strumenti utilizzati per la valutazione vengono scelti in relazione all’età del soggetto e alle ipotesi diagnostiche. Tra i test utilizzati vi sono:
WISC-III (Wechsler Intelligence Scale for Children-IIII)
WPPSI-III (Wechsler Preschool and Primary Scale of Intelligence-III)
WAIS-R (Wechsler Intelligence Scale for Adult-R)
BVN 5-11 (Batteria di valutazione neuopsicologica per l’età evolutiva)
BVN 12-18 (Batteria di valutazione neuropsicologica per l’adolescenza)
BIA (Batteria Italiana per l’ADHD)
WCST (Wisconsin Card Sorting Test)
ToL (Torre di Londra)
CPM (Matrici progressive di Raven)
PPVT (Test di vocabolario recettivo)
Prove di lettura MT (per la scuola primaria e per la scuola secondaria)
DDE-2 (Batteria per la Valutazione della Dislessia e della Disortografia Evolutiva-2)
BVSCO -2 (Batteria per la Valutazione della Scrittura e della Competenza Ortografica 2)
Batteria di valutazione delle abilità di calcolo e di soluzione dei problemi (AC-MT 6-11; 11-14)
VINELAND Adaptive Behavior Scales

La valutazione del bambino/a in età scolare richiede all’incirca quattro ore, è, quindi, necessario suddividere il processo valutativo in almeno due incontri. Per quanto riguarda i bambini piccoli, considerato che i tempi di lavoro con i piccoli sono ridotti rispetto all’età scolare e che la diagnosi differenziale in questa fase di sviluppo può essere più problematica, il processo diagnostico presenta una maggiore varibilità nella tempistica. La valutazione clinica neuropsicologica è costituita da tre fasi:
il colloquio anamnestico che si pone l’obiettivo di effettuare un primo inquadramento generale della situazione e di raccogliere informazioni relative alla storia pregressa e attuale di sviluppo del bambino;
la somministrazione dei test standardizzati;
il colloquio finale di restituzione in cui si forniscono alla famiglia le conclusioni diagnostiche e il referto con i risultati della valutazione e delle osservazioni effettuate e l’indicazione di eventuali strategie e di modalità di intervento.

Trattamento
Attraverso l’analisi del profilo cognitivo individuale è possibile formulare programmi di intervento specifici per il singolo caso e verificarne in seguito l’efficacia. Alcuni esempi di trattamento riabilitativo specifico:
training neuropsicologici volti a sostenere l’evoluzione delle abilità di attenzione, flessibilità cognitiva, pianificazione e ragionamento;
potenziamento delle strategie di apprendimento.
Cosa sono i DSA?
Il termine DSA viene usato per definire i Disturbi Specifici dell’Apprendimento che si manifestano in età evolutiva e che riguardano le abilità di lettura, di scrittura e di calcolo. I DSA hanno un’origine neurobiologica e si manifestano in bambini con adeguate capacità intellettive. Per molti anni la dimensione di questo problema è stata collocata all’interno di spiegazioni di natura emotivo-motivazionale (pigriza, scarso interesse per le attività scolastiche), mentre oggi le moderne tecniche di studio del cervello hanno mostrato come queste difficoltà siano dovute ad anomalie strutturali e neurofisiologiche di alcune aree della corteccia cerebrale che risultano interessate nei processi di riconoscimento e decifrazione delle parole scritte.
Si possono individuare quattro categorie che possono essere così classificate:
Dislessia (disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella correttezza e nella rapidità della lettura)
Disortografia (disturbo specifico di scrittura relativo alla capacità di applicare correttamente le regole ortografiche)
Disgrafia (disturbo specifico di scrittura che si manifesta con difficoltà nella realizzazione del tratto grafico)
Discalculia (disturbo specifico che si manifesta con difficoltà nella conoscenza dell’organizzazione dei numeri, nell’acquisizione delle procedure e degli automatismi del calcolo)
La dislessia, la disgrafia, la disortografia e la discalculia possono sussistere separatamente o insieme.
Presso il Cepicc la valutazione neuropsicologica dei Disturbi specifici dell’Apprendimento viene effettuata in accordo alle indicazioni presenti nelle “Raccomandazioni per la pratica clinica” della Consensus Conference (2007) e nel Panel di aggiornamento e revisione della Consensus Conference (2011).

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