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Not Just Right Experience (NJRE): ruolo svolto nel Disturbo Ossessivo – Compulsivo (DOC) ed uguaglianze e differenze tra NJRE esperita dagli adulti ed NJRE esperita dagli adolescenti

Not Just Right Experience (NJRE): ruolo svolto nel Disturbo Ossessivo – Compulsivo (DOC) ed uguaglianze e differenze tra NJRE esperita dagli adulti ed NJRE esperita dagli adolescenti

Sarà capitato a tutti di provare una sensazione interna di disagio a causa di un quadro appeso un po’ storto ad una parete  o di una tovaglia con le linee non sistemate in modo parallelo al bordo del tavolo… E’ proprio questa sensazione di disagio che proviamo, ad essere definita come Not Just Right Experience (NJRE), per cui cerchiamo di sistemare meglio quel quadro o la tovaglia in modo che le sue linee siano parallele con il bordo del tavolo.
La NJRE  è stata oggetto di numerosi studi clinici pur non essendo di per se indice di patologia in quanto esperita da tutti gli esseri umani almeno una volta nell’arco della propria vita e facente parte di un normale sviluppo dell’individuo con una frequenza elevata nei primi anni di vita ed una riduzione della stessa durante lo sviluppo (Evans et al., 1997).
Meredith Coles ed i suoi collaboratori, l’hanno definita “…una soggettiva sensazione che qualcosa non sia come dovrebbe essere, che non sia tutto completamente a posto, che qualcosa nell’individuo o nel mondo circostante non è come dovrebbe essere” (Coles, Frost, Heimberg & Rhèaume, 2003).

Già un secolo fa, nel 1903, ne troviamo un riferimento negli scritti di Janet il quale parlò di “un senso interno d’imperfezione” consistente nell’avere la sensazione che le azioni attuate fossero incomplete o non producessero sollievo e soddisfazione (Obsessions and Psychasthenia, 1903).
Varie ricerche hanno dimostrato la presenza di una correlazione significativa tra NJRE e Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) (Rachman e Silva, 1978; Coles ed al., 2003; Coles, Heimberg, Frost, & Steketee, 2005; Ferrao et al.,2012): in alcuni casi, la NJRE svolge un ruolo centrale nell’eziologia e nel mantenimento del disturbo.
Ravid A., Franklin M.E. e Khanna M. (2013) hanno cercato di analizzare le differenze presenti tra NJRE esperita dagli adulti ed NJRE esperita dagli adolescenti attraverso uno studio con  un campione sperimentale non clinico, costituito da 152 adolescenti, di cui 57% femmine, tutti sottoposti a NJRE Questionnaire–Youth Version e Children’s Florida Obsessive Compulsive Inventory  (C-FOCI) (Storch e al., 2009). Da questo studio è emerso che, rispetto agli adulti, gli adolescenti considerano la NJRE molto meno intrusiva ed intensa e sentono meno impellente l’urgenza di dover far qualcosa per porre fine a tale sensazione.
Questo studio è al momento l’unico in questo ambito di ricerca: innovativo, in quanto si è concentrato su aspetti differenti della NJRE rispetto alla correlazione con la sintomatologia ossessiva, risulta essere anche un punto di partenza per nuove ricerche allo scopo di risolvere delle questioni attualmente insolute: ad esempio, se la NJRE fa parte di uno sviluppo normale della personalità e si riduce con il suo sviluppo, cosa causa la presenza di una NJRE molto frequente ed intensa anche nell’adulto a tal punto da sfociare nella patologia?
Comprendere quali meccanismi psicologici, quali fattori ambientali e quali caratteristiche genetiche hanno un ruolo centrale in questo sarebbe molto utile in quanto permetterebbe di monitorare l’evoluzione della NJRE dall’adolescenza all’età adulta in quei casi in cui l’individuo appare maggiormente predisposto a sviluppare nell’età adulta una forma di NJRE che si allontana dalla normalità in termini di frequenza ed intensità e che, a sua volta, lo predisporrebbe maggiormente alla comparsa di psicopatologia.

 

Di Michele Lasala

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