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Disturbo Ossessivo di Personalità

Disturbo Ossessivo di Personalità

  1. Che cos’è il disturbo

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità è un disturbo di personalità caratterizzato da un quadro pervasivo di preoccupazione per l’ordine, perfezionismo, controllo mentale e interpersonale, a spese di flessibilità, apertura ed efficienza che compare entro la prima età adulta e si manifesta in una varietà di contesti con la presenza di almeno quattro dei seguenti sintomi:

 

  • attenzione per i dettagli, le regole, le liste, l’ordine, l’organizzazione o gli schemi al punto da perdere di vista lo scopo principale dell’attività
  • perfezionismo, che interferisce con il completamento dei compiti
  • eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, fino all’esclusione delle attività di svago o delle amicizie
  • esagerata coscienziosità, scrupolosità, inflessibilità in tema di moralità, etica o valori (non giustificata dall’appartenenza culturale o religiosa)
  • incapacità di gettare via oggetti consumati o di nessun valore anche quando non hanno alcun significato affettivo
  • riluttanza a delegare compiti o a lavorare con altri, a meno che non si sottomettano esattamente al suo modo di fare le cose
  • adozione di una modalità di spesa improntata all’avarizia, sia per sé che per gli altri
  • manifestazione di rigidità e testardaggine

 

Questo disturbo si caratterizza, quindi, per una elevata tendenza a preoccuparsi dell’ordine e delle regole, per la presenza di atteggiamenti e comportamenti perfezionistici e la difficoltà a portare a termine i propri compiti, per la riluttanza a delegare ed a cooperare, per la testardaggine e la rigidità su questioni di etica e di moralità, per la difficoltà a manifestare le proprie emozioni e per il bisogno di controllo nel lavoro e nelle relazioni interpersonali.

 

  1. Come si manifesta

I pazienti con Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità presentano  comportamenti coerenti con le seguenti caratteristiche: ferma applicazione delle regole e dei principi in cui credono, adesione alle convenzioni sociali, scrupolosità e coscienziosità in materia di moralità e di etica; rigida organizzazione della vita quotidiana; dedizione eccessiva al lavoro, al punto da occupare gran parte del tempo in attività produttive e da escludere i momenti di svago e le amicizie; perfezionismo, che interferisce con la capacità di prendere decisioni e di portare a termine le attività programmate; elaborazione di schemi, liste, programmi e gerarchie relativi allo svolgimento di un compito; accumulo di oggetti consumati o di nessun valore; avarizia e mancanza di generosità, in quanto considerano il denaro come qualcosa da accumulare in vista di catastrofi future.

Nelle relazioni hanno dei comportamenti interpersonali molto formali, educati e corretti, sebbene possano presentare un comportamento giudicante, critico, controllante e punitivo nei confronti di coloro che non soddisfino i loro standard o non rientrino nei loro schemi oppure un comportamento
compiacente e fintamente ossequioso nei confronti di figure che percepiscono come autorevoli. Nel lavoro o nello studio, a causa della rigidità e del perfezionismo, sono riluttanti a delegare lo svolgimento dei compiti e tendono ad avere una scarsa collaborazione nei gruppi, sebbene possano cooperare ma pretendendo che gli altri siano subordinati e aderiscano ai ruoli ed ai metodi che essi stabiliscono.
Dal punto di vista emotivo presentano una notevole difficoltà ad esprimere i propri stati d’animo ed a manifestare emozioni di calore e di premura verso gli altri; nello stesso tempo, essi mostrano una fondamentale tendenza a trattenere i propri sentimenti aggressivi, nonché qualunque indicazione sui propri interessi personali, dedicando tutti i loro sforzi per andare incontro ai desideri altrui.
Ad ogni modo, le emozioni da loro maggiormente sperimentate sono: l’ansia relativa all’eventualità che si verifichino catastrofi future; la paura di essere disapprovati e giudicati negativamente; la rabbia e l’ostilità verso gli altri, legate all’impossibilità di esprimere le proprie emozioni ed i propri pensieri.
Appaiono, inoltre, profondamente rigidi e testardi, al punto da rimanere inflessibilmente ancorati alle proprie convinzioni, riluttanti a considerare il punto di vista altrui e ad accettare idee diverse dalle proprie. I pensieri tipici che attraversano la mente di questi pazienti sono: “Ci sono comportamenti, decisioni ed emozioni giuste e sbagliate”; “Sbagliare significa aver fallito, essere meritevoli di critica”; “Fallire è intollerabile”; “La gente dovrebbe fare meglio, mettercela tutta”; “So qual é la cosa migliore da fare”; “I dettagli sono essenziali”; “Devo controllare perfettamente il mio ambiente, così come me stesso; la perdita di controllo è intollerabile e pericolosa”; “Senza le mie regole crollerò”.

 

  1. Come riconoscerlo

Gli aspetti peculiari del DOCP sono riscontrabili in un gran numero di persone per le quali, tuttavia, non è possibile affermare la presenza del disturbo, in quanto essi possono rivelarsi particolarmente utili e funzionali in numerose aree della vita. Solo quando tali aspetti interferiscono con la capacità di lavorare e di sviluppare relazioni intime, allora è opportuno diagnosticare la presenza di un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità.

I principali “segni” di un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità sono: la percezione costante di un sentimento ansioso che anticipa e/o accompagna lo svolgimento di compiti e prestazioni; la tendenza eccessiva all’ordine e all’organizzazione attraverso il ricorso a liste, programmi, schemi che però fanno perdere di vista lo scopo principale; il perfezionismo e l’attenzione esagerata ai dettagli nello svolgimento di un lavoro o nello studio; il senso di colpa quando si ritiene di non aver soddisfatto i propri standard etici o lavorativi, quando si crede di essere stati irresponsabili, superficiali, disattenti; la difficoltà a prendere decisioni e/o a terminare i compiti; atteggiamenti di passività, controllo, testardaggine e rigidità; l’eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività che si associa ad una mancanza della ricerca di attività o stati di piacere, divertimento o rilassamento; l’eccessiva coscienziosità e l’adozione di standard etici rigidi ed elevati (senso del dovere); l’incapacità a gettare o la tendenza a conservare oggetti logori e/o inutili; la difficoltà a collaborare con gli altri e/o a delegare; uno stile di vita improntato all’avarizia in cui il denaro non va speso per timore di immaginari eventi negativi futuri; la difficoltà a manifestare in modo spontaneo e autentico le proprie emozioni e stati d’animo, sia positivi che negativi.

Frequentemente i pazienti giungono all’osservazione clinica manifestando difficoltà specifiche e sintomi peculiari quali, ad esempio: stati d’ansia, depressione o disturbi dell’adattamento. Tipicamente questi soggetti presentano anche problemi nelle relazioni familiari, poiché questi (es. il coniuge, i figli, i genitori) si lamentano spesso del forte disagio che provano a causa del perfezionismo e dell’inflessibilità alle regole delle persone con questo disturbo.
Questi pazienti possono soffrire anche di disturbo ossessivo-compulsivo, anche se le due entità sono distinte. La personalità ossessivo-compulsiva è, inoltre, tra quelle più frequenti nei disturbi del comportamento alimentare.

 

  1. Quali sono le conseguenze

Le persone affette da disturbo ossessivo-compulsivo di personalità presentano una rilevante compromissione della vita lavorativa, relazionale ed affettiva.

Da un punto di vista lavorativo, la tendenza al perfezionismo ed all’organizzazione dettagliata delle attività da svolgere interferisce notevolmente con la capacità di portare a termine i compiti programmati e di prendere decisioni. Nello stesso tempo, la riluttanza a delegare ad altri lo svolgimento dei compiti, unitamente all’aspettativa che gli altri aderiscano rigidamente alle proprie regole e metodi, rende la collaborazione e la cooperazione con tali pazienti estremamente complessa.
Da un punto di vista relazionale, l’eccessiva dedizione al lavoro ed alla produttività, porta i pazienti con disturbo ossessivo-compulsivo di personalità ad escludere le attività di svago e le amicizie; le uniche relazioni sociali che coltivano sono quelle che hanno all’interno di attività che richiedono un’attenta organizzazione e nelle quali viene posta grande enfasi sulla perfetta esecuzione. Allo stesso modo, una rigida adesione alla convenzioni sociali ed un’estrema coscienziosità su questioni di moralità e di etica, porta tali pazienti a stabilire relazioni nelle quali risultano estremamente inflessibili e critici, sia nei confronti di se stessi che degli altri, rispetto al perseguimento dei principi in cui fermamente credono. Infine, la difficoltà ad esprimere emozioni di calore e di premura verso gli altri, unitamente alla mancanza di generosità, porta tali pazienti a strutturare relazioni interpersonali il più delle volte formali e superficiali.

Dal punto di vista affettivo, la difficoltà dei pazienti che presentano un disturbo ossessivo-compulsivo di personalità ad accedere alle proprie emozioni e stati d’animo, interferisce profondamente con la formazione di relazioni intime e calde, determinando piuttosto atteggiamenti di controllo interpersonale.

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