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Disturbi di Personalità

Disturbi di Personalità

 

1. Che cos’è il disturbo

Nel DSM-IV (il manuale che classifica tutti i disturbi mentali) un Disturbo di Personalità si definisce, secondo i seguenti criteri, come:

  • un modello abituale di esperienza interiore e di comportamento che devia marcatamente rispetto alle aspettative della cultura dell’individuo; questo modello si manifesta in almeno due delle seguenti aree: cognitività (il modo di percepire e interpretare se stessi, gli altri, gli avvenimenti esterni); affettività (la varietà, intensità e adeguatezza della propria risposta emotiva); funzionamento interpersonale (le relazioni con gli altri); controllo degli impulsi;
  • tale modello risulta inflessibile e pervasivo in una varietà di situazioni personali e sociali;
  • provoca un disagio clinicamente significativo e/o una compromissione del funzionamento sociale, lavorativo e di altre aree importanti della vita personale;
  • tende ad essere stabile e di lunga durata, con l’esordio che può essere fatto risalire almeno all’adolescenza o alla prima età adulta

2. Come si manifesta

Un disturbo di personalità può non avere delle manifestazioni sintomatiche specifiche, dirette e immediatamente riconoscibili come avviene per tante altre sindromi o disturbi psicopatologici (ex. Depressione Maggiore, Attacchi di Panico, DOC ecc.). Si tratta di una modalità costante di percepire, rapportarsi e pensare nei confronti di se stessi e dell’ambiente che è rigida, non adattiva, pervasiva e che causa sofferenza soggettiva o una compromissione (più o meno grave) del proprio funzionamento nelle aree vitali significative (lavoro, relazioni sociali ed affettive, cura della salute e della persona).

Non a caso, il DSM-IV presenta un sistema di classificazione separato per i Disturbi di Personalità (Asse II) rispetto ai Disturbi Clinici (Asse I) proprio perché sono considerati non come delle malattie o sindromi ma piuttosto come delle modalità di funzionamento abituali rigide e patologiche. Ciò significa che, molto spesso, i segni ed i sintomi con cui si manifesta un Disturbo di Personalità non sono del tutto dissimili da quelli con cui si manifestano altri disturbi clinici più riconoscibili (ex. umore depresso, stati maniacali, ansia, panico, fobie, ossessioni, disturbi alimentari, ecc.) che, anzi, costituiscono quasi sempre il motivo dell’attenzione clinica e della richiesta di aiuto del soggetto.

Comunque possiamo dire che le manifestazioni più evidenti di un disturbo di personalità sono: la presenza di modelli di esperienza cognitiva ed affettiva rigidi, pervasivi e fonte di sofferenza o disagio; la presenza di comportamenti abnormi, persistenti o esageratamente disfunzionali dell’individuo nelle relazioni con l’ambiente interpersonale; l’insorgenza spesso precoce di una qualche forma di sofferenza psicologica; l’eterogeneità delle manifestazioni cliniche o la compresenza di molteplici e diversi disturbi clinici.

I Disturbi di Personalità si raggruppano secondo tre cluster:

  • Cluster A: include i disturbi Paranoide, Schizoide e Schizotipico di personalità, accomunati dal fatto che spesso si tratta di individui che appaiono strani o eccentrici;
  • Cluster B: include i disturbi Narcisistico, Borderline, Antisociale e Istrionico di personalità, accomunati dal fatto che spesso si tratta di individui che appaiono amplificativi, emotivi o imprevedibili;
  • Cluster C: include i disturbi Ossessivo-Compulsivo, Evitante e Dipendente di personalità, accomunati dal fatto che spesso si tratta di soggetti che appaiono ansiosi e paurosi.

3. Come riconoscerlo

La nostra personalità è la risultante di una serie di operazioni mentali: costruire una immagine di sé, dare significati al mondo, agire, relazionarsi con gli altri, trovare delle soluzioni ai problemi posti dall’ambiente. I meccanismi che regolano queste operazioni possono, per una serie di circostanze, funzionare male: quando questa disfunzionalità diventa persistente e si estende a varie aree della vita sociale e interiore possiamo parlare di Disturbo di Personalità.

È molto difficile, pertanto, che una persona possa, da sé, riconoscere di soffrire di un Disturbo di Personalità, proprio per quanto detto in precedenza: il disfunzionamento di certi meccanismi mentali impedisce o rende problematica una tale consapevolezza, la persona percepisce un senso di coerenza nel suo modo di pensare, provare emozioni, comportarsi e relazionarsi col mondo per cui non si interroga sulla propria disfunzionalità.

In presenza di reiterate condizioni di stress, ciò che l’individuo avverte è, di solito, una sofferenza soggettiva più o meno intensa che può assumere varie forme sintomatologiche (vedi appendice 2) e un disagio o una problematicità nelle relazioni con gli altri, accompagnati dalla presenza di pensieri, emozioni e comportamenti rigidi, esagerati, persistenti che spesso rappresentano il tentativo e/o l’esito di un adattamento comunque disfunzionale della persona.

Alcune volte è possibile che si riconoscano alcune caratteristiche di personalità (ex. egocentrismo, inibizione, iperemotività, dipendenza dagli altri, autonomia ecc.) che, nel caso in cui presentino quegli aspetti di rigidità, persistenza, pervasività, sofferenza e disagio di cui abbiamo parlato prima, possono maggiormente indirizzare la persona al riconoscimento di un disturbo della personalità o comunque, di un suo disfunzionamento stabile.

4. Quali sono le conseguenze

Gli individui che presentano un disturbo di personalità manifestano una rilevante compromissione della vita lavorativa, sociale ed affettiva.

A prescindere dalle caratteristiche tipiche di ciascun disturbo, chi soffre di un disturbo di personalità tende ad avere numerosi e diversi problemi nelle relazioni affettive e interpersonali, che vanno dall’evitamento dei rapporti e isolamento sociale alla conflittualità più o meno esasperata, dalla dipendenza dalle relazioni affettive alla instabilità o mutevolezza dei rapporti e delle frequentazioni sociali.

In ambito lavorativo possono esserci ripercussioni negative – fallimenti di esperienze o progetti, rinunce a incarichi,  instabilità nel mantenimento del lavoro e cambiamenti a causa dei problemi relazionali o dell’impulsività, mancanza di efficacia – sebbene in certi casi quest’area possa essere preservata o essere meno deficitaria.

Può essere considerata una conseguenza anche il mantenersi di vari disturbi clinici o manifestazioni sintomatologiche (ex. depressione, ansia, fobie, ossessioni, discontrollo degli impulsi ecc.), proprio per il disfunzionamento di quei meccanismi che rendono difficile il riconoscimento di un disturbo di personalità, per cui l’individuo in qualche modo “staziona” nel disturbo proprio perché trova un certo senso di coerenza nel suo modo di vivere. È chiaro che, in presenza di altri disturbi clinici oltre alla patologia della personalità, si possono presentare le conseguenze tipiche del disturbo associato.

Una conseguenza frequente è l’abuso di alcool, farmaci o sostanze stupefacenti, soprattutto in associazione ad alcuni disturbi di personalità (ex. Narcisistico, Borderline, Antisociale, Paranoide, Evitante, Istrionico).

Disturbo Evitante di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Evitante di Personalità

  1. Che cos’è il disturbo Il Disturbo Evitante di Personalità è un disturbo di personalità caratterizzato da un quadro pervasivo di inibizione sociale, sentimenti di inadeguatezza ed ipersensibilità al giudizio che compare entro la prima età adulta, con la presenza di almeno quattro dei seguenti sintomi: evitamento delle attività lavorative che implicano significativi contatti interpersonali, per il timore di essere criticati, rifiutati o disapprovati riluttanza ad entrare in relazione con le altre persone, a meno che non si è certi di piacere inibizione nelle relazioni intime per il timore di essere umiliato o ridicolizzato preoccupazione di essere criticato o rifiutato in situazioni sociali inibizione nelle situazioni interpersonali nuove, per sentimenti di inadeguatezza percezione di sé come socialmente inetto, personalmente non attraente o inferiore agli altri riluttanza ad assumere rischi personali o a intraprendere nuove attività poiché potrebbe essere imbarazzante Il disturbo evitante è un disturbo di personalità caratterizzato dalla convinzione radicata del soggetto di valere poco; ciò porta la persona a sentire un profondo senso di inadeguatezza nella vita di relazione, con un enorme timore delle critiche, della disapprovazione altrui e di esclusione. Per evitare queste esperienze dolorose e la sensazione di sentirsi escluso dagli altri, la persona con disturbo evitante di personalità tende ad avere una vita ritirata. Il ritiro sociale, sebbene conduca ad una esistenza priva di stimoli, triste, con un visibile senso di vuoto e, a volte, quasi senza senso, permette alla persona di evitare di esporsi e di vivere il malessere dell’inferiorità e del senso di inadeguatezza. Questi soggetti generalmente  non hanno un gruppo di amici con i quali uscire la sera e sul lavoro si mantengono ai margini rinunciando alla carriera per non essere sottoposti al giudizio altrui; tuttavia desiderano fortemente istaurare delle relazioni, poter avere un partner, condividere esperienze ed interessi con i gli altri. Ma la difficoltà a vivere l’imbarazzo o l’umiliazione li induce ad evitare il confronto. 2. Come si manifesta Le persone affette da disturbo evitante di personalità sono caratterizzate da problemi relazionali associati ad un radicato senso di inadeguatezza e timore del giudizio negativo altrui: manifestano, infatti, un elevato grado di inibizione e ritiro sociale, legato al fatto che ritengono che la valutazione negativa dagli altri sia un dato di fatto. Preferiscono allora tenersi fuori dalle relazioni, ad eccezione di quelle abituali e rassicuranti (es. con i familiari più stretti), pur desiderando di avere delle relazioni sociali. Queste persone, infatti, sentono come gli altri il bisogno di una vita di relazione soddisfacente, che rimane, però, inespresso; questo comporta un estremo malessere che può essere sperimentato come senso di vuoto o come un doloroso senso di esclusione. Assistono in questo modo allo svolgimento della vita degli altri come se fossero in un film di cui sono spettatori passivi; vivono costantemente la distanza dagli altri, nelle situazioni di coppia non riescono a trovare elementi di condivisione con l’altro, così come non sentono di appartenere ad alcun gruppo. Quando si trovano a confrontarsi con le altre persone vivono il disagio della sensazione di non essere visti, di non essere considerati, alla stregua di persone di poco valore; questa esperienza favorisce il mantenimento della convinzione di valere poco e di non avere abilità sufficienti a stabilire e mantenere una pur minima relazione. Si sentono, infatti, incapaci nell’approccio e nel mantenere un discorso,...

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Disturbo Dipendente di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Dipendente di Personalità

                              Che cos’è il disturbo Il Disturbo Dipendente di Personalità, caratterizza i soggetti che si sentono fondamentalmente inadeguati e indifesi e pertanto, incapaci di affrontare il mondo con le loro sole forze. La soluzione che si danno per affrontare le difficoltà della vita è quella di affiancarsi a qualcuno che sembri capace di affrontarla, che li protegga e che si prenda cura di loro. Questo spesso comporta per il soggetto dipendente la subordinazione dei bisogni e dei desideri in cambio di cure e ha come conseguenza diretta l’impossibilità, affidandosi all’altro, di sviluppare autonomamente e padroneggiare le abilità necessarie all’autonomia. Essendo per loro la relazione di massima importanza si sentono smarriti, vuoti e inutili senza la presenza di una persona al loro fianco e tendono a vivere qualsiasi gesto di allontanamento, come un possibile minaccia alla relazione. Per evitare il sempre temuto abbandono, i soggetti con disturbo dipendente investono scopi ed energie nel mantenere i legami e rendersi indispensabili per l’altro.     Come si manifesta La manifestazione sintomatica del disturbo dipendente è spesso un’eccessiva ansia in risposta alla minaccia della perdita della relazione e quindi dell’indipendenza, da loro vista solo in termini di solitudine e non di opportunità. Sono soggetti caratterizzati da una bassa autostima e assertività e cioè ha come conseguenza un comportamento sottomesso e dipendente per il timore della separazione, da loro visto come la catastrofe da evitare a tutti i costi; proprio per questo, spesso hanno difficoltà ad esprimere il loro disaccordo. Questo genere spesso sentimenti di rabbia per il senso di costrizione che vivono all’interno delle relazioni. Tutto questo però evita al soggetto di sperimentare la sensazione che più di tutte lo spaventa, cioè lo stato di vuoto conseguente alla rottura della relazione che spesso si accompagna ad uno stato di forte tristezza. In questo stato il soggetto si sente privo di scopi personali e di una progettualità indipendente dall’altro. Si sentono talmente incapaci di funzionare autonomamente che concorderanno su ciò che ritengono sbagliato, piuttosto che perdere l’aiuto di coloro che ricercano per essere guidati. Sono soggetti che hanno difficoltà ad iniziare progetti o fare cose in modo indipendente, mancano di sicurezza in se stessi; sono convinti di essere incapaci di funzionare indipendentemente ma possono, comunque, funzionare adeguatamente se hanno la sicurezza che qualcun’altro stia supervisionando e approvando.       Come riconoscerlo Le caratteristiche più evidenti del disturbo dipendente di personalità sono: difficoltà a prendere le decisioni quotidiane difficoltà nell’assumersi le responsabilità per la maggior parte dei settori della sua vita difficoltà ad esprimere disaccordo verso gli altri ha difficoltà ad iniziare progetti o a fare cose autonomamente si sente a disagio quando è solo per timori esagerati di essere incapace di provvedere a se stesso quando termina una relazione stretta, ricerca urgentemente un’altra relazione come fonte di accudimento e di supporto Ci sono altri Disturbi di Personalità che presentano un’eccessiva attenzione alla relazione per il timore di perderla in relazione ad un sentimento di inadeguatezza molto forte. Il Disturbo Borderline di Personalità ad esempio, presenta lo stesso timore del DDP per la rottura della relazione e per il timore del senso di vuoto che ne consegue, ma presenta una caoticità nei comportamenti che arriva anche a gesti impulsivi assente nel DDP. Il Disturbo Istrionico di Personalità presenta la stessa esigenza di mantenere...

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Disturbo Paranoide di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Paranoide di Personalità

  Che cos’è il disturbo Il Disturbo Paranoide di Personalità è un disturbo di personalità caratterizzato principalmente da un quadro pervasivo di diffidenza e sospettosità nei confronti degli altri (le cui intenzioni sono interpretate malevolmente), che compare entro la prima età adulta e si manifesta in una varietà di contesti con la presenza di almeno quattro dei seguenti sintomi:   sensazione o aspettativa immotivata di essere sfruttato, danneggiato o ingannato dagli altri dubbio non giustificato della lealtà o affidabilità di amici e colleghi riluttanza a confidarsi con gli altri a causa del timore ingiustificato che le informazioni possano essere usate contro di lui tendenza a rintracciare significati nascosti umilianti o minacciosi in eventi neutri o benevoli tendenza a serbare rancore ed a non perdonare insulti ed offese ricevuti percezione delle critiche come attacchi al proprio ruolo e/o reputazione, associata alla tendenza a reagire con rabbia e contrattaccare prontamente dubbi frequenti e ingiustificati della fedeltà del coniuge o del partner sessuale   Il Disturbo Paranoide di Personalità è fondamentalmente caratterizzato dalla tendenza, persistente ed ingiustificata, a percepire e interpretare le intenzioni, le parole ed i comportamenti degli altri come malevoli, umilianti o minacciosi: il mondo viene vissuto come ostile e guardato sempre, nei contesti più vari, con diffidenza e sospettosità, con la conseguente ed obbligatoria scelta di uno stile di vita solitario. Sfiducia e sospettosità portano le persone che soffrono di questo disturbo ad avere un atteggiamento ipervigilante (ricercano segnali di minaccia, di falsità e significati nascosti nelle parole e nelle azioni altrui), ad agire in modo cauto e guardingo, ad apparire fredde e prive di sentimenti. Questi soggetti sono, inoltre, eccessivamente permalosi, polemici, ostinati e sempre pronti a reagire quando credono di essere criticati o maltrattati.   Come si manifesta La sensazione prevalente, praticamente costante, nelle persone che presentano il Disturbo Paranoide di Personalità, è quella di minaccia, pericolo, aggressione. Ne conseguono uno stato di allerta e di tensione fisica intensi e insopportabili. Tipicamente le persone con questo disturbo presentano pensieri del tipo: “Non si può mai abbassare la guardia!”, “Appena ti rilassi sono pronti a fregarti!”. A volte la sensazione interna assume una diversa sfumatura, quella della derisione, e gli altri, più che pericolosi, sono percepiti come sprezzanti o provocatori. La reazione emotiva e, quindi, il conseguente comportamento variano: quando la convinzione è di essere ingiustamente vittime di un mondo ostile e umiliante prevarranno rabbia, risentimento o irritazione e la tendenza sarà quella di reagire attaccando e aggredendo; quando, invece, la sensazione che si vive è quella dolorosa di essere esclusi, in quanto non voluti, di essere emarginati dal gruppo, prevarranno ansia, tristezza, senso di solitudine e astenia, con la conseguente tendenza ad isolarsi, a ritirarsi dal mondo. Gli individui con questo disturbo possono essere anche morbosamente gelosi e sospettare, senza reali motivi, che il coniuge o il partner sia infedele. Questi soggetti presentano, inoltre, due importanti difficoltà che si rinforzano reciprocamente. La prima è rappresentata dall’incapacità di porsi nella prospettiva dell’altro, di distinguere il proprio punto di vista da quello altrui; la seconda è la difficoltà a distinguere tra mondo esterno (realtà obiettiva) e mondo interiore (proprie sensazioni e idee): la sensazione pervasiva di minaccia, ad esempio, non viene mai considerata come un vissuto soggettivo, una fantasia o un’ipotesi, ma come un dato di realtà assoluto e...

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Disturbo Schizoide di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Schizoide di Personalità

  Che cos’è il disturbo Gli individui con Disturbo Schizoide di Personalità sembrano non desiderare l’intimità, appaiono indifferenti alle opportunità di stabilire relazioni strette, e non sembrano trarre molta soddisfazione dall’interazione con gli altri. Preferiscono passare il tempo da soli piuttosto che stare con altre persone. Spesso appaiono socialmente isolati o “solitari”, e quasi sempre scelgono attività o passatempi solitari che non implicano l’interazione con gli altri. Appaiono distaccati e freddi, estremamente riservati e indifferenti all’approvazione o alle critiche degli altri e ai loro sentimenti. Hanno scarsa capacità ad esprimere sentimenti sia positivi che negativi verso gli altri e a provare piacere nello svolgere qualsiasi attività. Nonostante questo distacco nelle interazioni sociali, i soggetti schizoidi possono svolgere le loro attività lavorative con grande impegno e successo.   Come si manifesta La caratteristica distintiva di questi soggetti è l’isolamento sociale e l’anaffettività; difficilmente provano emozioni forti, positive o negative che siano e questo li fa sembrare estremamente passivi rispetto alle avversità o ai piaceri della vita.  L’aspetto che distingue questo disturbo da altre forme di isolamento sociale è la mancanza di interesse vero i legami e l’apparente assenza di sofferenza conseguente all’isolamento. Anche l’interesse sessuale è relativamente assente.   Come riconoscerlo Sebbene le caratteristiche di isolamento sociale e coartazione dell’affettività siano comuni ai Disturbi Schizoide, Schizotipico e Paranoide di Personalità, il Disturbo Schizoide di Personalità può essere distinto dal Disturbo Schizotipico di Personalità per l’assenza di distorsioni cognitive e percettive, e dal Disturbo Paranoide di Personalità per l’assenza di sospettosità e di ideazione paranoide. L’isolamento sociale del Disturbo Schizoide di Personalità deve essere distinto da quello del Disturbo Evitante di Personalità, che è dovuto al timore di essere imbarazzati o di essere giudicati inadeguati e da un’eccessiva aspettativa di rifiuto. Al contrario, le persone con Disturbo Schizoide di Personalità presentano un distacco più pervasivo e un desiderio limitato di intimità sociale.     Quali sono le conseguenze Come per gli altri disturbi di personalità, il piano sociale è quello più compromesso. La difficoltà nello stabilire relazioni interpersonali significative porta questi soggetti ad un isolamento che li taglia fuori dalle normali possibilità sociali e lo stile di vita che conducono rende la loro vita priva di significato, tendono ad essere estremamente passivi e difficilmente arriveranno a sposarsi. Lavorativamente riescono a raggiungere ottimi risultati se il lavoro non prevedere interazione con gli...

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Disturbo Schizotipico di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Schizotipico di Personalità

Che cos’è il disturbo La caratteristica essenziale del Disturbo Schizotipico di Personalità è un quadro pervasivo di deficit sociali ed interpersonali, accentuati da un disagio acuto dovuto alla costante sensazione di essere e sentirsi diversi dagli altri. Il contenuto del pensiero è tipicamente pervaso da idee di riferimento (cioè, interpretazioni scorrette di avvenimenti casuali e di eventi esterni come se avessero un significato particolare ed insolito specificatamente per la persona), possono essere superstiziosi, o preoccupati da fenomeni paranormali. Spesso presentano anche un’ideazione paranoide per cui tendono ad essere sospettosi verso gli altri. Sono presenti anche credenze bizzarre e una sorta di pensieri magico per cui il solo fatto di pensare le cose può dare l’illusione a questi soggetti di essere responsabili di alcuni eventi. Spesso riportano esperienze percettive anomale e il loro comportamento appare agli occhi degli altri come eccentrico e bizzarro. Questo quadro sintomatico può portare ad episodi psicotici di breve durata e anche se c’è una forte similitudine sintomatica con i disturbi psicotici, i pazienti affetti da Disturbo Schizotipico hanno un pensiero organizzato e difficilmente esitano in una condizione schizofrenica.   Come si manifesta La caratteristica più saliente di questo disturbo è l’isolamento sociale a cui questi pazienti vanno incontro per via del loro sentirsi diversi dagli altri. Il contenuto del pensiero, spesso alterato da ideazione paranoide (anche rispetto a persone molto intime) sospettosità, idee di riferimento, credenza nella chiaroveggenza e nel sopranaturale, tende a fare in modo che il comportamento di questi soggetti sia socialmente inappropriato e letto dagli altri come bizzarro e incongruo. I soggetti con Disturbo Schizotipico di Personalità, provano una forte ansia sociale essendo molto sensibili nelle interazioni sociali ma non soffrono eccessivamente del loro isolamento sociale. La loro emotività appare spesso coartata e fortemente condizionata dal contenuto dei pensieri e poco aderente all’interazione in corso per cui tendono ad essere vaghi e poco aderenti ai contesti che frequentano. Anche il loro linguaggio appare molto astratto e bizzarro per cui generano nell’altro frustrazione e rabbia.   Come riconoscerlo I sintomi del Disturbo Schizotipico di Personalità possono essere presenti anche in altri quadri sintomatici. L’isolamento e l’ansia sociale sono tipici anche del disturbo evitante di personalità ma in quest’ultimo caso il desiderio attivo di stabilire relazioni sociali è coartato dal timore del rifiuto, mentre nel Disturbo Schizotipico di Personalità manca un vero desiderio di relazioni sociali e vi è una forma di distacco più persistente. La sospettosità è tipica anche nel Disturbo Paranoide di Personalità, ma nel caso di pazienti con Disturbo Schizotipico di Personalità, manca l’ostilità tipica dei paranoici. Anche nel Disturbo Schizoide di Personalità vi è distacco sociale e coartazione dell’affettività, ma questo è vissuto dal soggetto con indifferenza e distacco. L’elemento che più di tutto determina la diagnosi di Disturbo Schizotipico di Personalità è la presenza di distorsioni cognitive e percettive e di eccentricità o stranezza marcate.   Quali sono le conseguenze Come per gli altri disturbi di personalità, il piano sociale e lavorativo è quello più compromesso. La difficoltà nello stabilire relazioni interpersonali significative porta questi soggetti ad un isolamento che li taglia fuori dalle normali possibilità lavorative e sociali. Questi soggetti spesso transitano in condizioni depressive per l’impoverimento della vita sociale e in momenti di forte stress possono attraversare stati psicotici brevi e...

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Disturbo Istrionico di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Istrionico di Personalità

Che cos’è il disturbo Le caratteristiche essenziali del Disturbo Istrionico di Personalità sono un’emotività pervasiva ed eccessiva e un comportamento di ricerca di attenzione perché i soggetti con questo disturbo si sentono a disagio o non apprezzati quando non sono al centro dell’attenzione. Tipicamente hanno la convinzione di essere inadeguati e incapaci ad affrontare la vita da soli. Questa convinzione è tipica anche di altri disturbi (come la depressione, il disturbo dipendente di personalità o il disturbo borderline di personalità) ma quello che caratterizza questo disturbo è la risposta che il soggetto mette in atto per garantirsi la vicinanza dell’altro; ricerca attivamente di attirare l’attenzione su di sé per trovare il modo di assicurarsi che i propri bisogni siano soddisfatti dagli altri. I modi per attirare l’attenzione possono essere di natura seduttiva o teatrale, ingigantendo problemi reali o spesso provocando l’altro attraverso l’istigazione.   Come si manifesta Sentendosi a disagio se non al centro dell’attenzione, questi soggetti tendono continuamente a catturare l’interesse degli altri con comportamenti teatrali, provocatori o seduttivi. Tendono spesso ad incarnare in maniera esagerata i ruoli sessuali per cui possiamo avere la “femme fatale” o il “macho prestante” e comunque costantemente utilizzano l’aspetto fisico per attirare l’attenzione su di sé   La loro espressione emotiva risulta spesso esagerata, infantile e indirizzata ad evocare compassione o attenzione (spesso erotica o sessuale) da parte degli altri. La seduzione spesso non è finalizzata ad un interesse sessuale ma piuttosto a garantirsi la vicinanza dell’altro. Le loro modalità interpersonali induco facilmente le persone a coinvolgersi emotivamente con loro ma i rapporti sono spesso superficiali e transitori. La costante attenzione nel cercare di impressionare gli altri li porta a sperimentare un senso di identità molto vago; spesso sono intolleranti alla noia e cercano gratificazioni immediate dei propri bisogni e per superare le frustrazioni ricercano attività nuove ed eccitanti, compromettendo quelle in corso come trascurare un rapporto duraturo per ricercare l’eccitazione in una nuova relazione. E’ suggestionabile, cioè, facilmente influenzato dagli altri e dalle circostanze e perciò molto volubile e incostante.   Come riconoscerlo Le caratteristiche del DIP possono essere presenti anche in altri disturbi. L’estrema seduttività, il comportamento manipolatorio e la ricerca di forti emozioni, sono caratteristiche anche del Disturbo Borderline di Personalità ma in quest’ultimo caso sono presenti anche comportamenti autolesivi, instabilità relazionale dovuta a sfuriate colleriche, oscillazioni dell’identità e una sensazione di vuoto molto inteso. Inoltre la ricerca di attenzioni è tipica anche nel Disturbo Narcisistico di Personalità ma mentre quest’ultimo cerca di attirare l’attenzione per la sua presunta superiorità, l’istrionico sfrutta anche le sue fragilità per manipolare le relazioni. In ultimo, l’idea di essere incapaci di affrontare la vita da soli e tipica anche del disturbo dipendente di personalità ma non presenta la teatralità nel comportamento e la superficialità nella relazione.   Quali sono le conseguenze Le strategie manipolatorie del paziente con DIP tendono a logorare i rapporti interpersonali nei diversi contesti di vita. Il comportamento è spesso inopportuno nei contesti lavorativi, mentre può esasperare le relazioni intime per le continue lamentele con le quali richiede sostegno; può apparire agli occhi dei conoscenti poco autentico per via della drammatizzazione con la quale esprime le sue emozioni. Tutto questo comporta una seria difficoltà per il paziente a vivere con continuità e serenità le relazioni...

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Disturbo Antisociale di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Antisociale di Personalità

Che cos’è il disturbo Il Disturbo Antisociale di Personalità (in passato denominato psicopatia e sociopatia) è un disturbo di personalità caratterizzato principalmente da un quadro pervasivo di inosservanza e violazione dei diritti degli altri, che si manifesta in un soggetto maggiorenne, da quando aveva almeno 15 anni, con la presenza di almeno tre dei seguenti sintomi:   incapacità di conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda il comportamento legale, con ripetersi di condotte suscettibili di arresto disonestà: il soggetto mente, usa falsi nomi, truffa gli altri impulsività o incapacità di pianificare irritabilità e aggressività inosservanza della sicurezza propria e degli altri irresponsabilità: incapacità di far fronte a obblighi finanziari o di sostenere un’attività lavorativa con continuità mancanza di rimorso presenza di un Disturbo della Condotta con esordio precedente ai 15 anni   Le persone con questo disturbo non riescono a conformarsi né alla legge compiendo atti illegali (es. distruggere/danneggiare la proprietà altrui, truffare, rubare), né alle norme sociali attuando comportamenti immorali e manipolativi (es. mentire, simulare, usare false identità), allo scopo di trarne profitto o piacere personale (es. denaro, sesso, potere). Elemento distintivo del disturbo è, inoltre, lo scarso rimorso mostrato per le conseguenze delle proprie azioni, per cui queste persone, dopo aver danneggiato qualcuno, possono mostrarsi emotivamente indifferenti o fornire spiegazioni superficiali dell’accaduto. Altre caratteristiche rilevanti del disturbo antisociale sono l’impulsività e l’aggressività.   Come si manifesta Le persone con disturbo antisociale di personalità si mostrano noncuranti della legge e delle norme morali e, quando incorrono in problemi di tipo legale o sociale, tendono ad attribuirne le cause a mancanze degli altri, piuttosto che proprie, assumendo il ruolo di vittime (ad esempio considerano i loro scoppi d’ira una risposta ragionevole alla malevolenza degli altri). Le emozioni che sperimentano più frequentemente sono la rabbia, l’irritazione, l’umiliazione, il disprezzo, il distacco, la noia, l’invidia, il piacere di dominare e l’euforia; difficilmente, invece, provano emozioni come la gratitudine, l’empatia, la simpatia, l’affetto, il senso di colpa e l’erotismo. Queste persone hanno difficoltà ad assumere la prospettiva degli altri, per cui non si prefigurano la sofferenza che possono indurre in loro e si mostrano indifferenti, distaccati, sprezzanti, cinici e irrispettosi verso gli altri. Le persone che soffrono di disturbo antisociale di personalità hanno rapporti interpersonali transitori, superficiali e fortemente antagonistici. L’atteggiamento di fondo è di indifferenza e distacco, per cui non si curano di ciò che avviene o di ciò che gli altri pensano di loro. Il comportamento sessuale di queste persone è generalmente irresponsabile e utilitaristico; nel corso della vita possono avere numerosi partner sessuali e non avere mai relazioni monogame. Chi soffre di questo disturbo, inoltre, crede di essere speciale e, dunque, di meritare favoritismi e facili gratificazioni. Può mostrare un’eccessiva sicurezza in se stesso (ad esempio può pensare che un lavoro ordinario non sia degno di lui) e un fascino disinvolto e superficiale. La sua fiducia in se stesso, tuttavia, non è fondata su una valutazione positiva di sé, ma sulla diffidenza verso gli altri e il mondo, considerati potenzialmente danneggianti, umilianti e frustranti. Le persone con questo disturbo si mostrano noncuranti non solo della sicurezza degli altri, ma anche della propria. Un tipico esempio di noncuranza della sicurezza altrui è la trascuratezza nell’accudimento dei figli (es. malnutrizione, malattie dovute a mancanza di igiene, figli affidati o abbandonati a...

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Disturbo Borderline di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Borderline di Personalità

Che cos’è il disturbo Il disturbo di personalità Borderline è caratterizzato da una modalità pervasiva di instabilità delle relazioni interpersonali dell’immagine di sé e dell’umore e da una marcata impulsività nei comportamenti. Non sono soggetti in costante agitazione ma possono presentare anche periodi di relativa stabilità. La loro estrema reattività al disagio interpersonale li rende particolarmente vulnerabili al rifiuto e alla separazione che li possono portare ad alterazioni profonde dell’immagine di sé, dell’umore, dell’attività cognitiva e del comportamento. Sono sovente afflitti da sentimenti cronici di vuoto per cui possono costantemente ricercare qualcosa da fare o ingaggiando condotte promiscue, abusando di sostanze, o attuando comportamenti auto-lesivi. A volte sono così poco in contatto con la realtà da evidenziare brevi episodi paranoici.   Come si manifesta La caratteristica centrale di questo disturbo è una forte difficoltà a regolare le proprie emozioni dando vita a reazioni emotive spesso sproporzionate alla situazione. Questa forte instabilità emotiva rende il soggetto confuso riguardo a mete, priorità, sentimenti e senso d’identità. Il soggetto presenta una sorta di vulnerabilità emotiva per cui le emozioni hanno un effetto amplificato per durata e intensità. Questo rende difficile la possibilità di regolare l’emotività che spesso diventa incongrua con la situazione e genera spesso un sensazione caotica e di allarme nel soggetto e in chi è implicato nell’interazione con lui. Un’altra tendenza tipica del soggetto borderline è la tendenza a idealizzare e immediatamente dopo a svalutare l’altro in seguito anche ad una piccola dimenticanza; se si sente ferito il soggetto Borderline tende a percepire l’altro come minaccioso o giudicante e arriva a manifestare un’intensa ideazione paranoide con relativi comportamenti di ostilità.  Questa difficoltà ad integrare diverse visioni dell’altro con il quale interagisce, tende a ripercuotersi ciclicamente sulle relazioni e sul mondo degli affetti generando un’instabilità nella percezione di sé e degli altri Provano intensi timori di abbandono e rabbia inappropriata anche quando si trovano ad affrontare separazioni reali limitate nel tempo e i loro sforzi disperati per evitare l’abbandono possono includere azioni impulsive come i comportamenti auto lesivi e improvvisi attacchi di rabbia o ansie intense. Spesso li soggetto transita anche in stati di vuoto emotivo che possono esitare in comportamenti e condotte pericolose che il soggetto mette in atto per uscire da questo stato.   Come riconoscerlo Le manifestazioni sintomatiche del Disturbo Borderline di Personalità possono confondersi con altri disturbi ma quello che le rende peculiari del DBP è che risultano temporanei e dipendenti dallo stato del paziente o dal contesto interpersonale e non sono stabili come in altri disturbi. Il disturbo borderline di personalità ha infatti delle caratteristiche in comune con il disturbo bipolare, tuttavia, è caratterizzato da oscillazioni dell’umore più rapide e dipendenti dalle relazioni interpersonali. Il senso di confusione riguardo alla propria identità può essere poi confuso con il disturbo dissociativo dell’identità, ma anche in questo caso le fluttuazioni sono più rapide e legate a contesto interpersonale. Tipiche manifestazioni anche del disturbo istrionico di personalità e del disturbo dipendente di personalità sono il timore dell’abbandono da parte delle persone significative, il senso di vuoto e l’idea di essere inadeguato e in qualche modo sbagliato. Il Disturbo Borderline di Personalità si distingue da questi ultimi due per l’autodistruttività, la rottura con rabbia di relazioni strette e i sentimenti cronici di profondo vuoto e solitudine. L’individuo con Disturbo Dipendente...

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Disturbo Narcisistico di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Narcisistico di Personalità

  Che cos’è il disturbo Il Disturbo Narcisistico di Personalità è un disturbo di personalità caratterizzato da un quadro pervasivo di grandiosità (nella fantasia o nel comportamento), necessità di ammirazione e mancanza di empatia che compare entro la prima età adulta e si manifesta in una varietà di contesti con la presenza di almeno cinque dei seguenti sintomi:   senso grandioso di importanza assorbimento in fantasie di illimitati successo, potere, fascino, bellezza e amore ideale idea di essere speciale e unico, di dover frequentare e poter essere capito solo da persone (o istituzioni) speciali o di classe elevata richiede eccessiva ammirazione sensazione che tutto gli sia dovuto (irragionevole aspettativa di trattamenti di favore o di soddisfazione immediata delle proprie aspettative) sfruttamento interpersonale (si approfitta degli altri per i propri scopi) mancanza di empatia (è incapace di riconoscere o di identificarsi con i sentimenti e le necessità degli altri) tendenza ad essere invidioso degli altri o a credere che gli altri siano invidiosi atteggiamenti o comportamenti arroganti e presuntuosi   La caratteristica principale del disturbo narcisistico di personalità consiste nella tendenza a reagire difensivamente quando la persona sente una ferita al proprio valore. Come reazione è facile che la persona adotti atteggiamenti superbi, arroganti, che disprezzi gli altri e li ritenga le cause dei suoi problemi. Gli individui che presentano tale disturbo ritengono di essere persone speciali ed uniche. Si aspettano di ricevere approvazioni e lodiper le proprie qualità superiori, rimanendo sconcertati quando non ottengono i riconoscimenti che pensano di meritare e presentando spesso la tendenza a rimuginare circa tale mancanza da parte dell’altro. Unitamente a questo, si riscontra in essi la tendenza a reagire alle critiche sperimentando da una parte rabbia, dall’altra vergogna. In virtù del valore personale che ritengono di possedere, tali individui presumono di dover frequentare e di poter essere capiti soltanto da persone speciali, prestigiose o di elevata condizione sociale o intellettuale, a partire dalla considerazione che le loro necessità siano al di fuori della comprensione e della competenza delle persone ordinarie. Richiedono un’eccessiva ammirazione da parte dell’ambiente. Presentano l’aspettativa che tutto sia loro dovuto e che, per effetto del loro essere persone speciali e superiori, debbano ottenere trattamenti di favore, nonché la soddisfazione immediata delle loro priorità, a cui si attendono che gli altri necessariamente si sottomettano; quando questo non si verifica, diventano furiosi e sprezzanti. Tale senso di diritto, unitamente alla mancanza di sensibilità per i desideri e per le esigenze altrui, sfociano spesso nella tendenza allo sfruttamento ed alla manipolazione interpersonale: gli individui che presentano un disturbo narcisistico di personalità, infatti, tendono a formare amicizie o relazioni sentimentali esclusivamente se hanno la certezza che l’altro possa favorire la soddisfazione dei propri scopi (primo tra tutti rinforzare e potenziare la stima di sé ed il valore personale); si aspettano, inoltre, enorme disponibilità e dedizione da parte degli altri, fino ad abusarne, senza alcun riguardo per le conseguenze. Parallelamente a questo, l’altro viene idealizzato fino a che soddisfa il bisogno di ammirazione e di gratificazione, per poi essere anche aspramente svalutato nel momento in cui non svolge più tale funzione. Tali individui generalmente mancano di empatia, dimostrandosi incapaci di riconoscere i sentimenti ed i bisogni degli altri, nonché di identificarsi in essi. Quando l’esperienza soggettiva dell’altro viene colta, generalmente essa è concepita in modo denigratorio, come segno di debolezza e di scarso valore personale. Nelle...

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Disturbo Ossessivo di Personalità

Posted by on Gen 6, 2015 in Disturbi di Personalità | 0 comments

Disturbo Ossessivo di Personalità

Che cos’è il disturbo Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità è un disturbo di personalità caratterizzato da un quadro pervasivo di preoccupazione per l’ordine, perfezionismo, controllo mentale e interpersonale, a spese di flessibilità, apertura ed efficienza che compare entro la prima età adulta e si manifesta in una varietà di contesti con la presenza di almeno quattro dei seguenti sintomi:   attenzione per i dettagli, le regole, le liste, l’ordine, l’organizzazione o gli schemi al punto da perdere di vista lo scopo principale dell’attività perfezionismo, che interferisce con il completamento dei compiti eccessiva dedizione al lavoro e alla produttività, fino all’esclusione delle attività di svago o delle amicizie esagerata coscienziosità, scrupolosità, inflessibilità in tema di moralità, etica o valori (non giustificata dall’appartenenza culturale o religiosa) incapacità di gettare via oggetti consumati o di nessun valore anche quando non hanno alcun significato affettivo riluttanza a delegare compiti o a lavorare con altri, a meno che non si sottomettano esattamente al suo modo di fare le cose adozione di una modalità di spesa improntata all’avarizia, sia per sé che per gli altri manifestazione di rigidità e testardaggine   Questo disturbo si caratterizza, quindi, per una elevata tendenza a preoccuparsi dell’ordine e delle regole, per la presenza di atteggiamenti e comportamenti perfezionistici e la difficoltà a portare a termine i propri compiti, per la riluttanza a delegare ed a cooperare, per la testardaggine e la rigidità su questioni di etica e di moralità, per la difficoltà a manifestare le proprie emozioni e per il bisogno di controllo nel lavoro e nelle relazioni interpersonali.   Come si manifesta I pazienti con Disturbo Ossessivo-Compulsivo di Personalità presentano  comportamenti coerenti con le seguenti caratteristiche: ferma applicazione delle regole e dei principi in cui credono, adesione alle convenzioni sociali, scrupolosità e coscienziosità in materia di moralità e di etica; rigida organizzazione della vita quotidiana; dedizione eccessiva al lavoro, al punto da occupare gran parte del tempo in attività produttive e da escludere i momenti di svago e le amicizie; perfezionismo, che interferisce con la capacità di prendere decisioni e di portare a termine le attività programmate; elaborazione di schemi, liste, programmi e gerarchie relativi allo svolgimento di un compito; accumulo di oggetti consumati o di nessun valore; avarizia e mancanza di generosità, in quanto considerano il denaro come qualcosa da accumulare in vista di catastrofi future. Nelle relazioni hanno dei comportamenti interpersonali molto formali, educati e corretti, sebbene possano presentare un comportamento giudicante, critico, controllante e punitivo nei confronti di coloro che non soddisfino i loro standard o non rientrino nei loro schemi oppure un comportamento compiacente e fintamente ossequioso nei confronti di figure che percepiscono come autorevoli. Nel lavoro o nello studio, a causa della rigidità e del perfezionismo, sono riluttanti a delegare lo svolgimento dei compiti e tendono ad avere una scarsa collaborazione nei gruppi, sebbene possano cooperare ma pretendendo che gli altri siano subordinati e aderiscano ai ruoli ed ai metodi che essi stabiliscono. Dal punto di vista emotivo presentano una notevole difficoltà ad esprimere i propri stati d’animo ed a manifestare emozioni di calore e di premura verso gli altri; nello stesso tempo, essi mostrano una fondamentale tendenza a trattenere i propri sentimenti aggressivi, nonché qualunque indicazione sui propri interessi personali, dedicando tutti i loro sforzi per andare incontro ai desideri altrui. Ad...

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